L’infinito esiste?

Ho visto il documentario:

L’infinito esiste?

Per me la risposta è scontata…

Se sei una creazione all’interno di un universo, no…sei un elemento finito.

Se ivece sei un creatore all’interno di un universo… quell’universo per contenere tutte le tue creazioni, deve per forza di cose essere infinito.

Guardando tutto intorno a noi , ogni cosa nasce da dentro quella precedente, ciò significa che per crescere e divenire se stessa deve per forza crearsi il suo spazio e di conseguenza allargare lo spazio circostante ecco il motivo per cui il nostro universo è finito e infinito contemporaneamente.

Lo stesso concetto valido per la particella elementare che può essere onda o particella o entrambe contemporaneamente.

L’importante in questa dimensione è lo spazio…
Se non ne crei uno tuo sei costretto a vivere in uno spazio altrui e di conseguenza sei finito in tutti i sensi…

Il concerto della vita stessa ti insegna a crearti il tuo spazio  ed essere te stesso realizzando la tua creazione infinita, o puoi decidere di non farlo( la scelta più facile) ma perdi la tua immortalità e diventi la creazione finita di qualcun altro.

Ora immagina di creare una tua intenzione come fai a dargli spazio e vita infinite?

Semplicemente lasciandole crescere dentro di te…. tu stesso diventerai il Genesa Cristallo infinito all’interno di questo universo finito.

La vera difficoltà nella vita quotidiana è restare in te stesso sempre.

In realtà facciamo un continuo dentro e fuori da realtà( creazioni finite) realizzate da altri che restano consapevolmente in se stessi.

In sintesi… togli tutto.

Proprio come hanno fatto i più grandi.

Non hanno scelto la povertà, l’isolamento o la preghiera…
Hanno capito che per  fare i miracoli devi essere un creatore non un creato, non dovevano vivere la realtà come creato ma come creazione, e iniziare la loro che è diventata immortale quindi infinita.

Il Genesa cristallo è la rappresentazione di come funziona l’infinito il suo potere è infinito proprio perché lavora dal suo spazio interno verso lo spazio esterno e non viceversa come invece solitamente fanno tutti quotidianamente.

Mario Francesco Pavan

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